
Il campanile e l'angelo
Il campanile che chiama
La storia dell'attuale campanile ha inizio nella vicinia del 12 marzo 1687, con Camerano Giacomo Vorano. La comunità aveva deliberato all'unanimità di inoltrare una richiesta alla Serenissima Repubblica di San Marco per la costruzione di una nuova torre campanaria nell'area antistante la chiesa. Il vecchio campanile venne demolito per permettere i lavori di allungamento dell'aula della chiesa, effettuati a partire dal 1678. Già il 10 aprile veniva emessa l'autorizzazione per la costruzione del campanile. Come riporta la lapide posta sopra l'ingresso del campanile, nell'anno 1690, sotto il parroco don Giacomo Bertolissi, per volontà dell'intera comunità si cominciò ad erigere le fondamenta del campanile. Sulla sommità del nuovo campanile, così come di quello vecchio, venne eretta la statua dell'Angelo, simbolo della comunità.
Il campanile presenta nella sua cella tre campane, le quali si sono più volte spezzate e danneggiate e hanno quindi richiesto diversi interventi di rifusione. La campana maggiore ha nota in RE naturale, pesa 1190 kg e ha un diametro di 128 cm, la campana mediana ha nota in MI, pesa 830 kg ed ha un diametro di 114 cm, la campana minore presenta nota in FA, pesa590 kg e ha un diametro di 100 cm. I rintocchi armoniosi delle campane sono elemento di orgoglio per la comunità e risuonano per le vie del paese richiamando i fedeli alle liturgie.
Il piano sottostante la cella campanaria, detta anche "feràl" ha ospitato dai primi anni del 1700 l'orologio, probabilmente recuperato dalla vecchia torre. L'orologio presenta un'unica lancetta delle ore su un unico quadrante e questo, assieme alla tipologia di meccanismo, denota l'antichità della costruzione e il suo legame con un modello tipico della Val Pesarina. Nel 1968 si sono svolti lavori all'orologio per sistemare la parte meccanica, ormai vecchia, e abbinarla alla nuova parte elettrica.
Anche il campanile è stato al centro degli interventi di restauro, voluti dal parroco don Niceo Vorano, successivo al sisma che colpì il Friuli nel 1976. Domenica 18 novembre 1990 è stato innaugurato il restaurato campanile, in occasione anche del suo trisecolare genetliaco (1690 - 1990). In quell'occasione, così come oggi, il suono in sintonia delle campane ha destato nell'anima dei presenti commozione e tanti ricordi.
Il segreto dell'angelo
Sull'antico campanile, posto accanto alla chiesa e demolito per ampliare le navate, si ergeva la statua dell'Angelo, elemento di orgoglio della comunità e di caratterizzazione panoramica del paese. Questa andò in frantumi con la demolizione della vecchia torre campanaria, ma il 15 febbraio 1717 si deliberò la costruzione di una nuova statua "per il maggior decoro della chiesa ampliata e a maggior gloria del Signore Iddio". La richiesta venne approvata dal luogotenente della Serenissima il giorno successivo. La statua, realizzata con un'anima in legno, ricoperta da lastre di ferro, già 58 anni dopo la sua realizzazione giaceva in uno stato di degrado e, con la caduta di pezzi, risultava anche pericolosa per i passanti. L'incarico di realizzare una nuova statua venne affidato nel 1775 dal parroco don Angelo Tonelli a un artigiano del luogo, Vincenzo Vallani (), il quale realizzò la struttura interna in ferro con una copertura di rame. Lo stesso Vallani con il fratello realizzò la statua angelica posta sopra il campanile della chiesa di Santa Maria di Castello a Udine, conosciuta come "L'Angelo del Castello".

La statua rimase per lo più intaccata fino ai lavori di restauro voluti dal parroco don Niceo Vorano, dopo il terremoto del Friuli del 1976. In quell'occasione, il parroco usò l'impalcatura che serrava la torre, per raggiungere l'Angelo e prelevò una piccola scatola di rame fissata al palmo della mano destra. L'esame del contenuto ha fornito i seguenti elementi costitutivi: un foglio accartocciato con tracce di scrittura che potrebbero riferirsi ai nomi del costruttore della statua e ai suoi aiutanti, un panno verde con tracce di scritta di cui è leggibile la parola "sacerdos" e frammenti ossei, che potrebbero riferirsi a residui di reliquie. Il parroco ho ripristinato lo status della scatola incidendo su un foglio di rame la descrizione dei reperti e un messaggio segreto rivolto alle generazioni future, affidandone la custodia al palmo violato dell'angelica mano.

